Consapevolezza – Mindfulness

Consapevolezza – Mindfulness: vivere nel momento presente

La presenza mentale o consapevolezza – mindfulness è il cuore dell’insegnamento del Buddha. La consapevolezza – mindfulness è l’energia che ci riporta al presente: coltivarla in noi stessi è coltivare il Buddha che è dentro di noi, è coltivare lo Spirito Santo.
(…) La nostra attenzione può essere appropriata (…), come quando dimoriamo pienamente nel momento presente, o inappropriata (…), come quando prestiamo attenzione a qualcosa che ci distrae  dal qui e ora. Un buon giardiniere sa come far crescere fiori dal compost di rifiuti organici; allo stesso modo la consapevolezza – mindfulness accetta ogni cosa senza giudicarla né reagire. E’ onnicomprensiva e amorevole. (…)

Il “primo miracolo della consapevolezza – mindfulness” è essere presenti e in grado di entrare in contatto profondo con il cielo azzurro, un fiore, il sorriso della nostra bambina.

Il “secondo miracolo della consapevolezza – mindfulness” è rendere presente anche l’altro: il cielo, il fiore, la nostra bambina. Nel poema epico vietnamita La storia di Kieu, la protagonista torna a casa dell’amato Kim Trong e lo trova profondamente addormentato alla scrivania, con la testa china su una pila di libri. Kim Trong sente i passi di Kieu e chiede, non ancora del tutto sveglio: “Ci sei davvero o sto sognando?”. Kieu risponde: “Ora abbiamo l’opportunità di vederci chiaramente l’un l’altra; ma se non viviamo pienamente questo momento, sarà soltanto un sogno”. Tu e la persona che ami siete lì insieme: avete la possibilità di vedervi realmente l’un l’altra. Ma se non siete pienamente presenti, ogni cosa sarà come un sogno.Consapevolezza - Mindfulness

Il “terzo miracolo della consapevolezza – mindfulness” è nutrire l’oggetto stesso dell’attenzione. Quand’è stata l’ultima volta che hai chiesto alla persona che ami: “Chi sei amore mio?”, guardandola negli occhi? Non accontentarti di una risposta superficiale. Chiedi di nuovo: “Chi sei che hai preso la mia sofferenza come tua sofferenza, la mia felicità come tua felicità, la mia vita e la mia morte come la tua vita e la tua morte? Amore mio, perchè non sei una goccia di rugiada, una farfalla, un uccello?”. Chiedilo con tutto te stesso. Se non presti la giusta attenzione alla persona che ami commetti una specie di omicidio. Quando siete in auto insieme, se sei perso nei tuoi pensieri, se dai per scontato di sapere tutto di lei, lei morirà poco a poco. Con la presenza mentale (mindfulness), invece, la tua attenzione darà acqua al fiore che appassiva: “So che sei qui, al mio fianco, e questo mi rende molto felice”. L’attenzione ti mette in grado di scoprire molte bellissime cose nuove: le sue gioie, i suoi talenti nascosti, le sue aspirazioni più profonde. Come puoi dire di amarla, se non pratichi l’attenzione appropriata?

Il “quarto miracolo della consapevolezza – mindfulness” è alleviare la sofferenza dell’altro. “So che stai soffrendo. Per questo sono qui per te”. Lo puoi esprimere con queste parole oppure solo con uno sguardo. Se non sei davvero presente, se stai pensando ad altre cose, il miracolo di alleviare la sofferenza altrui non si può realizzare.
Sai bene che avere un amico che sia davvero presente nei momenti difficili è una benedizione. Volere bene significa nutrire l’altro con l’attenzione appropriata. Quando pratichi la consapevolezza – mindfulness rendi presente te stesso e l’altro allo stesso tempo: “Caro (o cara), so che sei qui. La tua presenza è preziosa, per me”. Se non esprimi questo sentimento quando siete insieme, nel caso la persona amata morisse in un incidente non potresti fare altro che piangere, per il rimpianto di non essere stati capaci di rendervi felici l’un l’altro.
Sedersi in maniera stabile e solida accanto a qualcuno che sta per morire può bastare, di per sé, ad aiutarlo a lasciare questa vita senza problemi. La tua presenza è come un mantra, parola sacra che ha poteri di trasformazione; quando corpo, parola e mente sono in unità perfetta, quel mantra è efficace perfino prima di essere pronunciato. Una volta che ti sarai calmato e che hai smesso di lasciarti disperdere, avrai la mente focalizzata in un punto solo e sarai pronto a cominciare a guardare in profondità.

Il “quinto miracolo della consapevolezza – mindfulness” è l’osservazione profonda (vipasyana), che è anche il secondo aspetto della meditazione. Se sei calmo e concentrato, sei veramente disponibile all’osservazione profonda: illumini l’oggetto della tua attenzione con la luce della consapevolezza e insieme illumini anche te stesso; osservi l’oggetto della tua attenzione e insieme vedi la tua coscienza-deposito piena di gemme preziose.

Il “sesto miracolo della consapevolezza – mindfulness” è la comprensione. Quando comprendiamo qualcosa, spesso diciamo: “Vedo”; infatti vediamo qualcosa che prima non avevamo visto. Vedere e comprendere vengono da dentro di noi. Quando siamo consapevoli, in contatto profondo con il momento presente, possiamo vedere e ascoltare a fondo; i frutti sono sempre comprensione, accettazione, amore e il desiderio di alleviare le sofferenze e di portare gioia. La comprensione è il reale fondamento dell’amore. Quando comprendi qualcuno non puoi non amarlo.

Il “settimo miracolo della consapevolezza – mindfulness” è la trasformazione. Praticando la consapevolezza – mindfulness entriamo in contatto con gli elementi curativi e rasserenanti della vita e cominciamo a trasformare la nostra sofferenza e quella del mondo. Desideriamo vincere una cattiva abitudine, per esempio il fumo, per la salute del corpo e della mente; quando cominciamo a praticare, l’energia dell’abitudine è maggiore di quella della presenza mentale (mindfulness), quindi non ci aspettiamo di smettere di fumare dall’oggi al domani. Basta che quando fumiamo sappiamo che stiamo fumando. Continuando a praticare, osserviamo in profondità e vediamo gli effetti del fumo sul corpo, sulla mente, sulla famiglia e sulla comunità; allora decidiamo davvero di smettere. Non è facile, ma la pratica della consapevolezza – mindfulness ci aiuta a vedere con chiarezza il desiderio e i suoi effetti, e alla fine troviamo il modo di smettere di fumare. Il Sangha è importante. Un uomo venuto a Plum Village raccontava di aver cercato di smettere per anni senza riuscirci; a Plum Village aveva smesso di fumare il primo giorno, tanto era forte l’energia del gruppo.”Qui non fuma nessuno. Perchè dovrei farlo io?”. Possono volerci anni per trasformare un’abitudine, ma quando ci riusciamo arrestiamo la ruota del samsara, il circolo vizioso di sofferenza e confusione che ha continuato a girare per così tante vite.
Praticare i sette miracoli della consapevolezza – mindfulness ci aiuta condurre una vita felice e sana, trasformando la sofferenza e portando pace, gioia e libertà.

Nel Discorso sui quattro fondamenti della consapevolezza (Satipatthana Sutta) il Buddha indica quattro oggetti per la pratica della consapevolezza – mindfulness: il corpo, le sensazioni, la mente e gli oggetti mentali. (…)

Thich Nhat Hanh
(liberamente tratto da Il cuore dell’insegnamento del Buddha, Neri Pozza editore, cap. 11)