Rigenerarsi sulle ALPI OROBIE al Lago naturale del Barbellino e dintorni

30 Settembre/1 Ottobre se il Clima non permette: 7/8 Ottobre

 Rigenerarsi sulle Alpi Orobie al Lago naturale Barbellino (m 2130) e dintorni.

Fine settimana di Consapevolezza (Mindfulness) in cammino, offerto da Matteo Zanella.

 Mi vedo in contatto con gli antenati che dimoravano in questa zona in tempi antichissimi e che sapevano vivere in pace e in armonia con la natura proteggendo le montagne, i boschi, gli animali, le piante e i minerali di questa terra. Sento l’energia di questa terra penetrare nel mio corpo e nella mia anima, sostenendomi e accettandomi.

                                         (Thich Nhat Hahn)

Pernotteremo presso l’accogliente, ecologico e caldo Rifugio Barbellino (microturbina idro-elettrica..

 LA LUNGHEZZA DI QUESTO TESTO E’ DOVUTA:

-AL TIPO DI PROPOSTA ! INEDITA IN ITALIA

-E AI TIPI DIVERSI DI PERSONE A CUI E’ RIVOLTA !

Sabato- Raggiungeremo da Valbondione (m 950 circa) in consapevolezza, cioè arrivando a casa a ogni passo con sicura mulattiera il Rifugio Barbellino situato nella splendida conca ad anfiteatro tra cime che sfiorano 3000 metri intorno al laghetto (tempo di percorrenza: ore 3-3 e mezza; noi di più, ma se parteciperanno amici esperti e molto allenati questi potranno salire come se la sentono, ma importante è arrivare a ogni passo.

Raggiunto il Rifugio, chi è in grado può salire su una delle bellissime cime (anche la Ferrata dello Strinato), altri riposare, altri una passeggiatina intorno al lago per vedere i fiori e le marmotte. Sentiremo comunque la connessione,  l’inter-essere con tutti gli amici, saremo una famiglia in Consapevolezza-Mindfulness per 36 ore: Essere spirituali nel XXI Secolo http://meditazionebergamo.altervista.org/thich-nhat-hanh-essere-spirituali/
Ci nutriremo e riposeremo con alcuni  movimenti in consapevolezza (10 Mindful Movements) e con  una breve Condivisione in cerchio prima di cena: come stiamo, qui e ora,  nel nostro mente-corpo.

 

La cena in consapevolezza (Mindful Eating) -con la ottima cucina del Barbellino che fa uso di erbe aromatiche e di poco sale- sarà vegetariana con ottimo formaggio d’alpeggio locale o vegana a seconda delle necessità individuali. Per proteggere il Pianeta  dal Riscaldamento Globale,  in tutto il Ritiro non consumeremo bevande alcoliche nè carne e pesce.

Non mancherà prima di dormire una breve meditazione seduta guidata di nutrimento: la più classica di Plum Village: Thich Nhat Hanh  per questa meditazione si ispirò ai laghetti alpini, che molto lo meravigliarono durante i Ritiri che offrì in Svizzera.

Domenica- 
Si possono fare uno o due famiglie in base alle condizioni, ma saremo nello stesso tempo un’unica famiglia. Matteo accompagnerà chi non può salire sul Diavolo della Malgina o sul Torena o sullo Strinato (livello EE e I/F). Ma credo che tutti possano –se riposati- salire al Passo Caronella e affacciarsi sulla Valtellina con il meraviglioso Bernina, davanti,  e a Est l’Ortler e il Cevedale/Zufallspitze. Dal Caronella, eventualmente il sentiero per i Tre laghi tra cui il Gelt a forma di cuore (livello EE). Anche chi fosse stanco per salire al Passo Caronella ce ne ha di che nutrirsi risalendo la Conca del Barbellino verso le sorgenti del Serio.
Mindfulness: siamo felici anche se non vediamo i camosci e gli stambecchi (ma forse ne sentiremo solo il profumo delle feci), anche se il Bernina è completamente annuvolato, anche se siamo un po’stanchi -ma consapevoli e vigili: Non c’è una via per la felicità (cioè vedere camosci o stambecchi, Bernina ecc.), la felicità è la via (cioè nutriamo la felicità con ogni cosa semplice, rinfrescante e rigenerante presente  in noi e intorno a noi: il cielo, le nuvole, il filo d’erba e il sostegno degli amici sui Sentieri spirituali).
 

Cosa portare:
Scarponi (o scarponcini da trekking per chi è molto esperto e allenato) – bastoncini da trekking essenziali anche per apertura di torace, spalle e respirazione (ne ho un paio da prestare) – zaino (ho uno da prestare, 26 Litri) – occhiali da sole (ho un paio da prestare) – guanti quasi invernali – berretto-  boraccia o thermos- data la stagione abbigliamento quasi invernale (meglio se tecnico), possibili consigli per adattamenti o acquisti – possibilmente mantellina pioggia da montagna o bici (posso prestare la mia da montagna) coloro che percorrono sentieri livello EE: elmetto da montagna o da bici (posso prestare il mio da montagna). Per ecologia se l’abbiamo: sacco lenzuolo (altrimenti costa Euro 5, ma è robusto e si può riutilizzare) – Gallette di segale/riso/pane, uvetta e simili.

Costo:
  Non occorre la tessera del CAI (anche se raccomandata con quota assicurativa per chi percorrerà sentieri EE), perchè il Rifugio è di proprietà del Comune di Valbondione, ma  tiene gli stessi prezzi scontati dai Rifugi CAI per i soci.

Cena e pernottamento (Euro 43), se vogliamo contenere la spesa e desideriamo vedere gli stambecchi…o  i camosci e non farà troppo freddo è meglio  lasciare il Rifugio prima di colazione …con gli accorgimenti che saranno in seguito consigliati.

Matteo chiede (se non ci sono difficoltà economiche) 10 Euro  a persona o coppia/famiglia  per  tempo organizzativo e per non poter utilizzare il sabato e la domenica per suo lavoro e assistenza al padre.

Ritrovo:
Sabato, ore 6,50 a Bergamo o lungo la Val Seriana.
Iscrizione:
Email a Matteo: [email protected] oppure  sms al 3333665488, poi in ogni caso colloquio telefonico.

Matteo Zanella, nato nel 1960, ha incontrato gli insegnamenti di Mindfulness di Thich Nhat Hanh (detto Thây) nel 1994 e nel 2002 è stato ordinato come laico nell’Ordine dell’Interessere (fondato da Thay nel 1966, durante la Guerra del Vietnam, poco prima dell’esilio).

  A 12 anni ha incontrato le Arti marziali orientali, a 17 anni lo Yoga praticandolo molto discontinuamente fino a un approfondimento grazie all’incontro con le pratiche di Thây. Ha soggiornato  per studio e pratica in Cina, Israele/Palestina, Vietnam e India.
  Medico di famiglia (medico di base) dal 1994, in questo ambito dal 2010 è il medico di Casa Raphael a Bergamo, una piccola casa alloggio per 12 malati di AIDS anche “terminali”. E’ specializzato in Medicina cinese.

  Nel 1995/96 ha lavorato come Medico nel Carcere di Bergamo (vedendo che tutti noi condividiamo la stessa Mente ristretta, imprigionata). Nell’ottobre 2016 ha praticato Agopuntura a Acquasanta Terme per  i terremotati con AGOM Agopuntura nel Mondo.

  Crede nell’efficacia preventiva e terapeutica della meditazione: da alcuni anni ha  riscoperto la montagna in lunghe escursioni e ha iniziato sci-alpinismo. La pratica di Mindfulness di Thich Nhat Hanh gli ha presentato Gesù; Matteo partecipa da due anni ogni domenica possibile al Culto Valdese Evangelico a Bergamo.

  Desidera condividere con te, i tuoi amici e familiari  la sua esperienza di Mindfulness in montagna.

***

Questa proposta di inizio autunno desidererebbe essere la prima di un ciclo di simili esperienze nel  2018 (una al mese da Giugno a Ottobre-Novembre) sulle nostre Alpi Orobie,  meta di Escursionisti  (e anche Alpinisti !) da Nord delle Alpi ! queste cime sono quasi il  “fuoco di una parabola” posto sulle Alpi Orobie da cui si vede da Sud buona parte dell’ Arco alpino. Un luogo ricco anche di storia e di sofferenza.

Ottobre 28-29: Sulla spalla o in cima al Pizzo dei Tre Signori, Rifugio Grassi

Consapevolezza – Mindfulness

Consapevolezza – Mindfulness: vivere nel momento presente

La presenza mentale o consapevolezza – mindfulness è il cuore dell’insegnamento del Buddha. La consapevolezza – mindfulness è l’energia che ci riporta al presente: coltivarla in noi stessi è coltivare il Buddha che è dentro di noi, è coltivare lo Spirito Santo.
(…) La nostra attenzione può essere appropriata (…), come quando dimoriamo pienamente nel momento presente, o inappropriata (…), come quando prestiamo attenzione a qualcosa che ci distrae  dal qui e ora. Un buon giardiniere sa come far crescere fiori dal compost di rifiuti organici; allo stesso modo la consapevolezza – mindfulness accetta ogni cosa senza giudicarla né reagire. E’ onnicomprensiva e amorevole. (…)

Il “primo miracolo della consapevolezza – mindfulness” è essere presenti e in grado di entrare in contatto profondo con il cielo azzurro, un fiore, il sorriso della nostra bambina.

Il “secondo miracolo della consapevolezza – mindfulness” è rendere presente anche l’altro: il cielo, il fiore, la nostra bambina. Nel poema epico vietnamita La storia di Kieu, la protagonista torna a casa dell’amato Kim Trong e lo trova profondamente addormentato alla scrivania, con la testa china su una pila di libri. Kim Trong sente i passi di Kieu e chiede, non ancora del tutto sveglio: “Ci sei davvero o sto sognando?”. Kieu risponde: “Ora abbiamo l’opportunità di vederci chiaramente l’un l’altra; ma se non viviamo pienamente questo momento, sarà soltanto un sogno”. Tu e la persona che ami siete lì insieme: avete la possibilità di vedervi realmente l’un l’altra. Ma se non siete pienamente presenti, ogni cosa sarà come un sogno.Consapevolezza - Mindfulness

Il “terzo miracolo della consapevolezza – mindfulness” è nutrire l’oggetto stesso dell’attenzione. Quand’è stata l’ultima volta che hai chiesto alla persona che ami: “Chi sei amore mio?”, guardandola negli occhi? Non accontentarti di una risposta superficiale. Chiedi di nuovo: “Chi sei che hai preso la mia sofferenza come tua sofferenza, la mia felicità come tua felicità, la mia vita e la mia morte come la tua vita e la tua morte? Amore mio, perchè non sei una goccia di rugiada, una farfalla, un uccello?”. Chiedilo con tutto te stesso. Se non presti la giusta attenzione alla persona che ami commetti una specie di omicidio. Quando siete in auto insieme, se sei perso nei tuoi pensieri, se dai per scontato di sapere tutto di lei, lei morirà poco a poco. Con la presenza mentale (mindfulness), invece, la tua attenzione darà acqua al fiore che appassiva: “So che sei qui, al mio fianco, e questo mi rende molto felice”. L’attenzione ti mette in grado di scoprire molte bellissime cose nuove: le sue gioie, i suoi talenti nascosti, le sue aspirazioni più profonde. Come puoi dire di amarla, se non pratichi l’attenzione appropriata?

Il “quarto miracolo della consapevolezza – mindfulness” è alleviare la sofferenza dell’altro. “So che stai soffrendo. Per questo sono qui per te”. Lo puoi esprimere con queste parole oppure solo con uno sguardo. Se non sei davvero presente, se stai pensando ad altre cose, il miracolo di alleviare la sofferenza altrui non si può realizzare.
Sai bene che avere un amico che sia davvero presente nei momenti difficili è una benedizione. Volere bene significa nutrire l’altro con l’attenzione appropriata. Quando pratichi la consapevolezza – mindfulness rendi presente te stesso e l’altro allo stesso tempo: “Caro (o cara), so che sei qui. La tua presenza è preziosa, per me”. Se non esprimi questo sentimento quando siete insieme, nel caso la persona amata morisse in un incidente non potresti fare altro che piangere, per il rimpianto di non essere stati capaci di rendervi felici l’un l’altro.
Sedersi in maniera stabile e solida accanto a qualcuno che sta per morire può bastare, di per sé, ad aiutarlo a lasciare questa vita senza problemi. La tua presenza è come un mantra, parola sacra che ha poteri di trasformazione; quando corpo, parola e mente sono in unità perfetta, quel mantra è efficace perfino prima di essere pronunciato. Una volta che ti sarai calmato e che hai smesso di lasciarti disperdere, avrai la mente focalizzata in un punto solo e sarai pronto a cominciare a guardare in profondità.

Il “quinto miracolo della consapevolezza – mindfulness” è l’osservazione profonda (vipasyana), che è anche il secondo aspetto della meditazione. Se sei calmo e concentrato, sei veramente disponibile all’osservazione profonda: illumini l’oggetto della tua attenzione con la luce della consapevolezza e insieme illumini anche te stesso; osservi l’oggetto della tua attenzione e insieme vedi la tua coscienza-deposito piena di gemme preziose.

Il “sesto miracolo della consapevolezza – mindfulness” è la comprensione. Quando comprendiamo qualcosa, spesso diciamo: “Vedo”; infatti vediamo qualcosa che prima non avevamo visto. Vedere e comprendere vengono da dentro di noi. Quando siamo consapevoli, in contatto profondo con il momento presente, possiamo vedere e ascoltare a fondo; i frutti sono sempre comprensione, accettazione, amore e il desiderio di alleviare le sofferenze e di portare gioia. La comprensione è il reale fondamento dell’amore. Quando comprendi qualcuno non puoi non amarlo.

Il “settimo miracolo della consapevolezza – mindfulness” è la trasformazione. Praticando la consapevolezza – mindfulness entriamo in contatto con gli elementi curativi e rasserenanti della vita e cominciamo a trasformare la nostra sofferenza e quella del mondo. Desideriamo vincere una cattiva abitudine, per esempio il fumo, per la salute del corpo e della mente; quando cominciamo a praticare, l’energia dell’abitudine è maggiore di quella della presenza mentale (mindfulness), quindi non ci aspettiamo di smettere di fumare dall’oggi al domani. Basta che quando fumiamo sappiamo che stiamo fumando. Continuando a praticare, osserviamo in profondità e vediamo gli effetti del fumo sul corpo, sulla mente, sulla famiglia e sulla comunità; allora decidiamo davvero di smettere. Non è facile, ma la pratica della consapevolezza – mindfulness ci aiuta a vedere con chiarezza il desiderio e i suoi effetti, e alla fine troviamo il modo di smettere di fumare. Il Sangha è importante. Un uomo venuto a Plum Village raccontava di aver cercato di smettere per anni senza riuscirci; a Plum Village aveva smesso di fumare il primo giorno, tanto era forte l’energia del gruppo.”Qui non fuma nessuno. Perchè dovrei farlo io?”. Possono volerci anni per trasformare un’abitudine, ma quando ci riusciamo arrestiamo la ruota del samsara, il circolo vizioso di sofferenza e confusione che ha continuato a girare per così tante vite.
Praticare i sette miracoli della consapevolezza – mindfulness ci aiuta condurre una vita felice e sana, trasformando la sofferenza e portando pace, gioia e libertà.

Nel Discorso sui quattro fondamenti della consapevolezza (Satipatthana Sutta) il Buddha indica quattro oggetti per la pratica della consapevolezza – mindfulness: il corpo, le sensazioni, la mente e gli oggetti mentali. (…)

Thich Nhat Hanh
(liberamente tratto da Il cuore dell’insegnamento del Buddha, Neri Pozza editore, cap. 11)

Thich Nhat Hanh – Essere Spirituali nel XXI secolo

Thich Nhat Hanh – Essere Spirituali nel XXI secolo.

E’ stato detto che il 21° secolo sarà un secolo di spiritualità; penso che dovrà essere un secolo di spiritualità se desideriamo sopravvivere. C’è così tanta violenza, così tanta sofferenza, così tanta disperazione, confusione e paura. Pertanto deve essere un secolo di spiritualità, o non essere nessun secolo.

La spiritualità è qualcosa che possiamo coltivare. Essere spirituali significa essere stabili, calmi e pieni di pace, significa essere capaci di guardare profondamente in noi e intorno a noi. Significa avere la capacità di avere cura delle nostre afflizioni, della nostra rabbia, avidità, disperazione e discriminazione. E’ essere capaci di vedere la natura dell’ interessere tra persone, nazioni, etnie e tutte le forme di vita. La spiritualità non è più un lusso; abbiamo bisogno di essere spirituali per superare le difficoltà dei nostri tempi.

Thich Nhat Hanh - Essere SpiritualiDa soli siamo vulnerabili, ma praticando con i fratelli e le sorelle, possiamo sostenerci l’un l’altro. Non possiamo raggiungere l’oceano come singole gocce d’acqua, evaporeremmo prima di raggiungere la nostra destinazione. Ma se diventiamo un fiume, se camminiamo come Sangha, siamo sicuri che arriveremo all’oceano. Prendere rifugio in un Sangha permetterà al Sangha di trasportarci e soffriremo meno. (…)

Gesù Cristo non ebbe molti anni per costruire il suo Sangha, ma trascorse tanto tempo con i suoi discepoli e insegnò loro molto bene. Insegnò loro come camminare, come entrare in un villaggio, come comunicare con le persone del villaggio, come sedersi, come mangiare, come salutarsi, in modo molto simile a come il Buddha insegnò ai suoi monaci e monache. (…)

Sia che viviamo a Amsterdam, Londra, Monaco o New York, costruire il Sangha è il nostro compito. Abbiamo bisogno gli uni degli altri per praticare la stabilità, la libertà e la compassione; con la nostra pratica possiamo ricordare alle persone nella nostra società che c’è sempre speranza, il cielo azzurro è sempre qui, il Regno dei Cieli è sempre a portata di mano. Dovremmo camminare e respirare in modo tale che il Regno dei Cieli, la Terra Pura del Buddha siano qui e ora ad ogni passo, in ogni respiro. Questo è ciò che dovremmo fare. (…)

Thich Nhat Hanh, in Friends on the path / Living spiritual communities Parallax Press, Berkeley, California